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TERRACINA: PISCINA OASI, IL DANNO E LA BEFFA

TERRACINA: PISCINA OASI, IL DANNO E LA BEFFA

Era previsto un giovedì piuttosto caldo nei pressi della piscina Oasi di Borgo Hermada a Terracina. I genitori dei ragazzi iscritti ai corsi di nuoto infatti erano pronti a protestare per una situazione assurda che si è creata. La fine della gestione della società Oasi Sport Village che però ha incassato buona parte delle rette dei genitori stessi. Le ultime ore però sono state caotiche. Tutto è iniziato con una nota dell’Oasi Sport Village nella quale veniva spiegato come, a seguito della causa civile con Il Laghetto, proprietaria dell’intero complesso, la propria gestione era terminata con la sentenza del Giudice, la Dottoressa Valentina Giasi datata 26 ottobre, quindi poco meno di un mese fa. Una sentenza che prevede la risoluzione del contratto di affitto dal Laghetto all’Oasi Sport Village stipulato nel 2017 e rivisto, con accordo tra le parti, nel periodo del covid. La società Oasi Sport Village inoltre è stata condannata a pagare poco più di 442 mila euro oltre interessi legali, ovvero l’ammontare di mensilità mai corrisposte al Laghetto. Oltre ad altri 16 mila euro per spese processuali. Termina dunque dopo sei anni in maniera tutt’altro che pacifica la gestione dell’Oasi Sport Village che nella nota ringrazia gli iscritti per l’impegno profuso nei corsi di nuoto e anche nelle gare, oltre a chiedere scusa per la tardiva comunicazione di quanto accaduto. Ovviamente i genitori non ci stanno dal momento che molti di loro anche in questi ultimi giorni, è cioè a sentenza avvenuta, hanno continuato a pagare le rette dei propri figli all’Oasi Sport Village come se niente fosse. Da qui la manifestazione che doveva svolgersi nella giornata odierna. Ma un pool di avvocati, anch’essi genitori di aspiranti nuotatori, ha preso per mano la situazione prendendo atto della disponibilità de Il Laghetto di interloquire per trovare una giusta soluzione per andare avanti e andare incontro ai genitori. Insomma, le questioni giudiziarie tra le due società sono venute a galla. Quello che rimane è la beffa per i genitori che hanno pagato le quote per i corsi di nuoto dei loro figli senza riceve alcun servizio, per non parlare di quei ragazzi del settore agonistico che fra qualche giorno avrebbero dovuto partecipare alle gare. Insomma, oltre al danno la beffa.

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